UMBERTO GALIMBERTI – Attraverso Festival
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UMBERTO GALIMBERTI

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venerdì 27 Agosto 2021 / 21:00

UMBERTO GALIMBERTI

Lectio magistralis L’uomo nell’età della tecnica

Casale Monferrato, Cortile di Palazzo Langosco, (AL)

15 €
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Venerdì 27 Agosto Attraverso Festival raggiunge Casale Monferrato (AL), e nel bellissimo cortile di Palazzo Langosco porta la lectio magistralis di uno tra i pensatori più lucidi del nostro tempo, il professore Umberto Galimberti.

 

Filosofo, sociologo e docente universitario, il professor Galimberti, sarà protagonista di un incontro con il pubblico intitolato “L’uomo nell’età della tecnica”. Incentrato sul necessario legame esistente tra i due, l’uomo e la tecnica appunto, e sul suo più recente capovolgimento. La tecnica infatti, come spiega Umberto Galimberti, è l’essenza dell’uomo e la condizione stessa della sua sopravvivenza.

 

Rileggendo varie tappe del rapporto tra umanità e tecnica: “L’uomo non è più soggetto della storia ed è stato sostituito dalla tecnica, che non è più nelle sue mani. Al contrario, gli uomini sono dei funzionari o, meglio ancora, apparati tecnici. Vi era un tempo in cui la tecnica era l’essenza dell’uomo. Quest’ultimo oggi è privo di istinti ed è sopravvissuto raccogliendo i frutti dell’acquisizione tecnica. I greci furono i primi ad interrogarsi sul rapporto uomo-tecnica, lo fece, ad esempio, Eschilo in “Prometeo incatenato”.

 

Poi, però, nacque la tecnica moderna di Cartesio, Bacone, Galileo, Torricelli e vi fu la prima rivoluzione: la scienza, adesso, non teme di smentire se stessa e si riformula continuamente, divenendo l’essenza dell’Umanesimo. In questa fase, il rapporto tra scienza e tecnica si inverte: nasce la tecno-scienza, da cui cresce e si forgia la scienza moderna. Hegel fu il primo a intuire e teorizzare il capovolgimento in cui la tecnica sopravanza l’uomo.

Una riflessione che tocca tutti noi da vicino, in un’epoca storica nella quale tutta la nostra vita è intrisa di tecnologia sempre più sofisticata alla quale ci “affidiamo” quasi fideisticamente senza comprenderla fino in fondo.

L’uomo, nell’età della tecnica, ha una capacità di fare ormai enormemente superiore alla sua capacità di prevedere gli effetti del suo fare. Questo dislivello tra l’uomo e il mondo artificiale prodotto dalla tecnica crea quell’ansia che nasce non tanto dal “ritmo della vita moderna”, bensì dalla complessità della cultura oggettivata incorporata dalla tecnica in rapporto all’insufficienza della cultura soggettiva del singolo uomo incapace di dominarla, e quindi di starle al passo.

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