Festa di chiusura – Attraverso Festival
140
page-template-default,page,page-id-140,page-child,parent-pageid-63,ajax_fade,page_not_loaded,,vertical_menu_enabled,side_area_uncovered_from_content,transparent_content,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-9.4.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Festa di chiusura

Quando:

4 settembre 2016, ore 18

Dove:

BARBARESCO, centro storico

Bella Ciao festa partigiana e folk revival con Lucilla Galeazzi, Elena Ledda, Luisa Cottifogli, Alessio Lega, Gigi Biolcati, Maurizio Geri, Riccardo Tesi, ore 21.30

I Partigiani del vino incontro con Angelo Gaja, Oscar Farinetti, Walter Massa, ore 20

Bandakadabra marching band e Narratori del Vino dalle ore 18

Dalle 18 degustazione enogastronomica “a stazioni” dall’antipasto al dolce, a cura della Pro Loco di Barbaresco per un paese tutto in festa.

Bella Ciao, è storicamente lo spettacolo più importante del folk revival italiano.

La sera di sabato 4 settembre si chiude la prima edizione di Attraverso Festival con una serata che coinvolge tutto il borgo di Barbaresco, paese noto per l’omonimo vino, con l’antica e massiccia torre che domina la vallata del Tanaro, scenario della resistenza partigiana.

Per l’occasione Attraverso presenta Bella Ciao, storicamente lo spettacolo più importante del folk revival italiano. Da lì deriva il lavoro di tutti i musicisti che con grande successo portano oggi la musica popolare italiana nelle piazze di tutto il mondo. Riallestirlo a distanza di 50 anni dalla prima (21 giugno 1964) vuol dire proporre uno spettacolo la cui eco originaria non s’è mai spenta.

Le canzoni di Bella Ciao non solo conservano tutta la loro potenza espressiva, ma hanno acquisito una nuova urgenza nel mondo globalizzato per i loro valori libertari, pacifisti e civili. Bella Ciao è una lezione di democrazia che nasce dal basso. Un affresco storico costruito attraverso la musica, i suoni e le parole. Lo spettacolo Bella Ciao, che nel 1964 rese celebre la canzone partigiana diventata una sorta di inno popolare, portò alla ribalta anche i brani più noti del folk-revival (Sciur padrun, O Gorizia, Maremma, La lega, Porta Romana, ecc.), è concepito come una storia orale d’Italia.

L’innovazione di questo riallestimento, progetto a cura di Franco Fabbri, sta nel trattamento musicale affidato a un ensemble diretto e concertato dall’organettista Riccardo Tesi, uno dei più brillanti e attenti protagonisti della musica popolare mondiale. Un lavoro di arrangiamento che instaura un dialogo più sofisticato fra suoni e significati, per una sinfonia popolare ricca, con l’aiuto del chitarrista Maurizio Geri e del percussionista Gigi Biolcati.

Bella Ciao però era e rimane uno spettacolo di canzoni popolari e la centralità del canto viene confermata dalla presenza di alcune delle voci più importanti della musica popolare e del canto sociale italiani negli ultimi trent’anni, che di Bella ciao sono i figli diretti: Lucilla Galeazzi (cantante umbra considerata la più versatile interprete di repertori di musica popolare, “erede” del folk sociale di Giovanna Marini), Elena Ledda (ambasciatrice nel mondo della musica popolare sarda) e Alessio Lega (considerato oggi il rappresentante più coerente del canto sociale).

Ma la festa a Barbaresco comincerà ancora prima. A partire dalle 18,  infatti, il centro storico del paese si chiude e i fiati e le percussioni della fanfara Bandakadabra, invaderanno le vie del borgo con i suoi sketch sonori. Con la precisione musicale dei grandi ensemble di fiati e un’indole street, la Bandakadabra negli anni ha esplorato stili musicali diversi, proponendo arrangiamenti originali e divertenti, per un repertorio estremamente vario che ammicca ora alle big band Anni ‘30, ora alle fanfare balcaniche con frequenti incursione nel rock steady, nello ska e addirittura del drum and bass.

Parallelamente, si potranno degustare alcuni piatti tipici dell’enogastronomia locale disposti una laica via crucis gastronomica dall’antipasto al dolce, e si potranno scoprire i vini della zona attraverso le narrazioni de I Narratori del Vino. Un po’ sommelier, un po’ guide turistiche, un po’ storici del vino, un po’ esperti di analisi sensoriale, queste nuove figure professionali sapranno emozionare gli enoturisti, italiani e stranieri, con le loro attività e narrazioni studiate per presentare il mondo del vino in chiave del tutto nuova e innovativa.

Un’esperienza indimenticabile per gli appassionati e i curiosi disposti a mettersi alla prova con giochi sensoriali, degustazioni emozionali, passeggiate nel vigneto, veri e propri viaggi attraverso la geologia di Langhe Roero, alla scoperta di usanze, tradizioni, storie e leggende del Piemonte vitivinicolo.

Alle 20, un appuntamento che si annuncia come una vera “chicca” sin dal suo titolo: I  Partigiani del vino: Angelo Gaja e Walter Massa,  raccontano, stimolati e magari anche punzecchiati da Oscar Farinetti, la loro vita da “partigiani del vino”, la loro vita che è di quelle che “non la mandi a dire”, la loro vita che è di quelle caratterizzate dalla volontà di stare ostinatamente dalla parte giusta.

In occasione dell’evento conclusivo Il Circolo dei lettori di Torino, organizza un servizio navette a/r Torino. Info e prenotazioni: 011 4326827| info@circololettori.it

Le province…